Il basket negli ultimi dieci anni ha raggiunto ogni parte del globo grazie sopratutto alle campagne promozionali e alle mosse commerciali della NBA. Rispetto al passato, oggi, gli Stati Uniti non sono del tutto la squadra più forte del mondo. La loro particolarità però è l’imbattibilità a livello di storie e di passione. Nel basket come in altri sport, sono senza dubbio un’enciclopedia del talento che emerge da situazioni agghiaccianti e al limite. Il loro sistema scolastico ha tante lacune ma ha anche tanti pregi.
Nelle serie TV o in alcuni film avrete sicuramente sentito parlare di borse di studio legate allo sport a livello collegiale. Vale lo stesso per il liceo, spesso il sistema scolastico attua dei programmi ben distinti che si occupano di ragazzi con problematiche familiari o economiche ma con un talento smisurato nello sport. Sono borse di studio finanziate o dallo stato o da ex-alluni oppure ancora dalla stessa scuola. Fin qui… niente da dire se non chapeau. Non ho mai sentito parlare di atleti italiani che sono diventati campioni partendo da una borsa di studio ottenendo poi anche un titolo di studio, magari sbaglio io.
Un paio di anni fa’ ero a Los Angeles e giravo per la zona di Venice Beach, lato della California occidentale di cui vi ho già parlato nella rubrica Spotlight (clicca qui). I playgrounds di Venice Beach attualmente sono il tempio dello streetball sulla costa del Pacifico. Perfino le star della NBA fanno ancora qualche apparizione di tanto in tanto. È diventato un po’ la Mecca della West Coast come Rucker Park lo è a New York. Su uno di questi campetti che da un lato hanno come sfondo l’Oceano Pacifico, mi parlarono di alcuni talenti giovanissimi che appaiono e scompaiono su questi metri di campo.

Giocare qui, come tutti dicono, è come giocare in paradiso.
Storia vera… appena entri in campo c’è qualcuno che ti dice: Welcome to the Hoopers Paradise.
Effettivamente lo è per davvero e non a caso, la NBA, in questi ultimi anni ha cavalcato questo fenomeno adiacente all’oceano. Da qualche parte a terra sull’asfalto troverete incise le parole:
Welcome to the Hooper’s Paradise where one can get lost in time by the rhythmic beat of basketballs, the crashing waves on the shoreline, and lit by the heavens from the angelic sunrises and sunsets to the night sky littered with stars. This is more than a game, a ball, a court, a dream… it’s our state of mind.
Se ami un po’ il basket conoscerai sicuramente l’Hoop Bus e il suo meraviglioso motto #gameneverstop. Tra le altre cose ormai è diventato un pilastro portante delle commercial della lega.
Il primo viaggio partì da questa spiaggia nel 2019 con l’intento di portare lo spirito del gioco anche in posti assurdi del paese o in quartieri dove ci sono più pistole che canestri. Tra le altre cose, su questo campo girarono molte riprese del film White Men Can’t Jumps, se non lo avete mai visto, correte a vederlo.
Ci sono voluti un ragazzo francese e un altro svedese per avere un’idea originale: un vecchio scuolabus che funge anche da campo da basket viaggiante per donare gioco e felicità anche quando si è bloccati nel traffico.
Il ragazzo francese, Nick Ansom, è un ex giocatore di basket universitario e fondatore del Veniceball. Il ragazzo svedese, Eliot Robinson, è un mago dei social media e un grande narratore digitale. I due s’incontrarono a un evento durante l’NBA All-Star Weekend e qui nacque l’amore. L’ultimo ha gestito e fatto crescere gli account social della stella dell’NBA Dennis Rodman e dell’imprenditore Gary Vaynerchuk, tra gli altri. Non due a caso e sopratutto due agnellini di carattere.

Ansom aveva bisogno di mezzi di trasporto per le sue iniziative in giro per le città, una su tutte era la campagna Build Courts, Not Walls, che rinnova i campi da basket in tutto il mondo. Al duo si aggiunse Nate Kelly, un avvocato che è stato socio in affari di Ansom per oltre un decennio.
Il gruppo decise che uno scuolabus fosse il veicolo giusto, perché era nostalgico e attingeva a una distinta americanità. Andarono su Craigslist e presero uno scuolabus dalla Rim of the World Scenic Byway, una strada panoramica di 110 miglia nell’Inland Empire della California meridionale, che costava $ 7.000.
Le parole Rim of the World sembravano un segno del destino. Quindi si recarono nel deserto, a oltre 50 miglia a est di Los Angeles, per prendere l’autobus.
In tre giorni, hanno trovato l’autobus, hanno creato una campagna su GoFundMe per raccogliere fondi che ha fruttato più di $ 20.000 e hanno assunto il loro primo autista dell’autobus, Brandon Reese.
Hanno installato dei tabelloni sulla parte anteriore e posteriore dell’autobus. La scritta Hoop Bus ha sostituito School Bus sulla parte anteriore e Emergency buckets ha sostituito Emergency Exit.
Le tre linee nere lungo il lato dell’autobus sono state dipinte di blu in un cenno a Venice Beach, il luogo di nascita dell’autobus. Hanno rivestito il pavimento in legno duro, ispirandosi al parquet dei Boston Celtics eterni rivali dei Los Angeles Lakers, e hanno riallineato i sedili al perimetro del veicolo, in modo che i passeggeri potessero muoversi facilmente.



Nella parte posteriore dell’autobus, quattro sedili si fronteggiano per formare una mini cabina per podcast e una postazione di lavoro. Il tetto interno era tappezzato di foto e poster di riviste di basket.
Mesi dopo lo shock per la scomparsa di Kobe Bryant decisero di progettare un re-styling attorno alla sua eredità collezionando sul tetto alcune delle foto originali che hanno fatto la storia di questo sport. Hanno poi dipinto il tetto con la rielaborazione del logo della NBA sulla figura di Kobe.
La collaborazione artistica ha iniziato a ispirare così tante persone che da lì in poi, l’autobus, è diventato un veicolo di cambiamento, dal movimento Black Lives Matter alle campagne per la giustizia sociale. Durante le varie proteste il bus è stato anche vittima di sequestro dalla polizia che ha scatenato non pochi messaggi e #tag sul web.
Oggi gli Hoops Bus sono cresciuti fino a diventare una flotta di 5 Hoopbus in tutto il paese, continuando a portare il basket in comunità e luoghi inaspettati diffondendo l’amore per il basket.
Tra Le spiagge che hanno dato vita a tutto questo e questa storia d’amore che si diffonde tra i quartieri di L.A., nasce una delle rivalità liceali più escandescènte di sempre.
Questi due licei di cui andremo a parlare si affrontano poche volte l’anno ma quando lo fanno… diventano la notizia con la N in maiuscolo.
Un liceo non è molto lontano dalla storia che vi ho appena raccontato e si tratta di un trio di scuole scientifiche. Queste tre parti fanno parte di un campus che offrono molte opportunità anche extra curricolari e sportive.
In macchina per arrivare da Venice Beach alla Westchester è un attimo, traffico permettendo mentre a piedi se vi va di fare un due ore di camminata passereste anche per la baia di Marina Del Ray e per la riserva naturale della Ballona. Se vi capita poi di farla al tramonto… i colori che vedrete del cielo saranno dei colori mai visti prima. Effettivamente, qui, Dio, quando ha creato tutto… la mano gli è scappata e non di poco.
L’aria che si respira comunque in questa scuola è diversa. Si percepisce che molti degli alunni iscritti che girano per i corridoio hanno qualcosa di particolare. La scuola è multietnica ma l’afromericanità prevale, bianchi pochi ma le radici ispaniche rappresentano un buon numero di alunni.

Il programma più importante della scuola, appartiene alla squadra di basket maschile. ha vinto 12 titoli Los Angeles City e sei campionati statali della California di divisione I.
Ed Azzam è stato il capo allenatore artefice di tutto questo. La sua storia iniziò all’età di 25 anni quando era nella stessa lega di Crenshaw e dell’allenatore Willie West, che avrebbe vinto 16 titoli del City, era l’allenatore più vincente, fino a quando Azzam lo superò con la vittoria n. 804 nel 2015.
Un insegnante di matematica vecchia scuola non severo ma duro nei giudizi con i suoi giocatori. Nel 1991 perse il campionato perché bocciò il suo giocatore migliore James Gray, che anni dopo distrusse Harold Miner della USC e futura stella NBA. Ovviamente aggiustati i voti l’anno dopo vinsero.
Nota a Margine:
Il tempio dove giocano ancora oggi i ragazzi è dedicato a Hank Gathers, la stella dei Loyola Marymount Lions scomparsa prematuramente durante una partita per un malore cardiaco. Era una semifinale di torneo contro i Portland Pilots, aveva appena segnato una schiacciata su un passaggio alley-oop del playmaker Terrell Lowery portando i Lions sul 25–13. Tredici secondi più tardi, mentre era posizionato a metà campo nella pressione difensiva a tutto campo dei Lions, crollò a un metro o due dal playmaker dei Pilots: Erik Spoelstra. Tentò di alzarsi, dicendo ai preparatori atletici: -Non voglio sdraiarmi!- ; Poco dopo, ha smesso di respirare. Gathers fu dichiarato morto nel vicino ospedale di Marina Del Rey alle 18:55. Aveva 23 anni. Questa però è un’altra storia.
La vocazione di Azzam non ha mai trovato voce nei numeri delle vittorie ma nel percorso dei ragazzi dopo il liceo. Nel basket da questa palestra sotto le sue urla e sotto i suoi incoraggiamenti sono passati atleti come Trevor Ariza campione NBA nel 2009 con i Los Angeles Lakers.

Un’altro dei suoi giocatori, Amir Johnson , è stato reclutato direttamente dopo il liceo. Era considerato il primo studente delle scuole superiori nel draft NBA fine 2015 inizio 2016. Negli anni ha poi giocato per i Pistons, per i Celtics e per i 76ers. Un altro vincente sotto la sua formazione è David Bluthenthal, detto blu, che ha alzato per ben due volte la coppa dell’Euro League (’04 , ’14 ), apparso anche in Italia con le maglie delle due Bologne e di Treviso.
Un altro degno di nota è Brandon Bowmann che fece risplendere nel 2006 la Georgetown University fino alla sconfitta contro la numero uno di serie, i Duke Blue Devils. Lui tra l’altro è anche il cugino di due ex giocatori NBA Antoine e Samaki Walker, ma questa è un altra storia. Altri giocatori che ha plasmato se non ricordo male sono: Hassan Adams, Bobby Brown, Gabe Pruitt e Sam Williams.
In questa scuola comunque ci sono passati anche artisti del calibro di Tyler, The Creator, che nel 2011 fu arrestato all’ingresso per aver promosso il suo album: Goblin.
Domo Genesis è un altro artista che è stato seduto tra questi banchi ma ce ne sono di diverso calibro. Per esempio possiamo nominare la bellissima Nia Long , attrice americana diventata famosa dopo aver recitato nel film Boyz n the Hood (1991) e per la sua interpretazione di Beullah “Lisa” Wilkes nella sitcom della NBC: Willy, Il Principe Di Bel-Air.


Karyn White, la cantante R&B che firmò i successi come Superwoman e The Way You Love Me ma anche Secret Rendezvous e Romantic finiti tutti nelle Top10 di ogni classifica dell’epoca. Tim Story iniziò a scrivere qui le sue prime sceneggiature da regista trascorrendo i pomeriggi con il pianista jazz Eric Reed e l’attrice Regina King.
Tra le altre cose, Tim al liceo, tentò una carriera nella musica. Faceva parte del Rhyme Syndicate di Ice-T ed è anche apparso come membro del gruppo TDF nella canzone TDF Connection dalla compilation del 1988 Rhyme Syndicate Comin’ Through, ma questa è un altra storia.
La lista potrebbe non finire mai, se aggiungiamo i giocatori di baseball della MLB come Robert Gsellman dobbiamo passare anche per la NFL come Ken Norton Jr. Nessuno di questi artisti capitava per caso in palestra il giorno di una partita specifica di playoff o di campionato.
Tutti questi artisti e personaggi negli anni a una cosa non sono mai mancati durante il loro cliclo di studi. Nessuno di questi si è mai perso una partita contro i Fairfax.
A West Hollywood, esattamente a 47 minuti di automobile da Westchester, traffico permettendo, c’è una delle scuole superiori più diversificate della città, dello stato e del paese.
La Fairfax High School oggi è suddivisa in quattro scuole: Accademia dei media e delle arti dello spettacolo (AMPA), Accademia degli affari e delle comunicazioni internazionali (IBC), Accademia delle scienze della salute (HSA) e la Scuola di Matematica, Scienze e Tecnologia (SMST).

Qui come per la Westchester esiste un bel programma di basket, il rivoluzionario che diede vita a questa reputazione è Harvey Kitani.
Lo potevate trovare in giro per il campus con i suoi occhiali caratteristici e i suoi baffi neri oramai diventati grigio pepe. Per 35 anni è stato alla guida della Fairfax High vincendo quattro campionati e due titoli statali.
Coach Kitani nel 2006 era al comando del West Team al McDonald’s All American Game, è stato nominato John Wooden National Coach of the Year nel 2004 e NHSCA National Coach of the Year nel 2010. È attualmente uno degli Allenatori della USA Basketball Ul7 ed è consulente Nike da 25 anni. Durante il suo mandato da allenatore, oltre 150 dei suoi giocatori hanno ottenuto borse di studio universitarie e quattro di loro hanno giocato nella NBA.
Harvey tra le altre cose è uno degli allenatori più superstiziosi che io abbia mai conosciuto e che ancora in circolazione, quando qualcosa funziona una volta, per scaramanzia lui la mantiene. Un esempio furono le finali a Sacramento nel 2004 dove portò la sera prima tutta la squadra a mangiare da Buca di Beppo. I ragazzi il giorno seguente dopo aver mangiato pizza, spaghetti e pollo alla cacciatora vinsero il titolo. La stessa identica storia si ripetè nel 2007.

Su questo campo si sono esibiti e hanno spiccato il volo molti giocatori. Uno su tutti che è considerato uno dei giocatori più forti di basket mai usciti da L.A. è Chris Mills. All’epoca fu nominato anche Mr. Basketball della California. Fu messo sul trono persino accanto a Marques Johnson, John Williams, e Raymond “Rain” Lewis altra storia da romanzo.
‘I Can Do All Things’
Ricordate questa frase scritta sulle scarpe di Steephen Curry, ecco… Nel caso di MILLS, lo dicevano gli altri per lui.
Può fare qualsiasi cosa su di un campo da basket.
Una frase che era dannatamente vera peccato che poi all’università non sia andata molto benne o per lo meno nel primo periodo perché fu cacciato dalla squadra della Kentucky University. Il motivo pagamenti illeciti forse per scommesse dall’altra parte dell’oceano.

In pratica durante una spedizione si trovò una una busta diretta a Mills con all’interno più di 1.000 dollari in contatti. Il mandante forse fu Dwane Casey, il caso Bills ‘n’ Mills… ma questa è ancora un’altra storia da romanzo. Comunque Mills fu trasferito di corsa nell’Arizona dov’è stato il miglior giocatore dell’anno nel 1993 e poi ha trascorso un decennio nella NBA.
Fermi tutti! Non ci dimentichiamo che Mills ha registrato anche un singolo rap intitolato Sumptin’ to Groove To, insieme a diversi giocatori NBA come Jason Kidd , Cedric Ceballos e JR Rider nell’album B-Ball’s Best Kept Secret pubblicato nel 1994 della confraternita Alpha Phi Alpha.
Ha anche avuto un ruolo nel film Blue Chips del 1994 insieme a molti altri atleti e allenatori professionisti. Ha avuto anche un ruolo nel film del 1998 Da Game of Life, nei panni di un giocatore di basket di nome Scooter.

In questa scuola ha giocato anche Roger Montgomery, campione statale con una discreta carriera nel College Basketball ma poi divenuto un grande agente sportivo. È stato il rappresentate di Desmond Mason e ha scoperto Maurice Evans e sopratutto Jeremy Lin.
Si, esatto quel Jeremy che non voleva nessuno che poi all’improvviso divenne per un periodo la stella dei New York Knicks, altra storia da romanzo. Ultima chicca… attualmente rappresenta Caleb Murphy prossima stella al draft NBA 2025.
Tornando alla scuola, vi dico che tra questi banchi sono passati degli artisti che in una vita passano soltanto una volta. Avete mai conosciuto una band che ha un bassista con i capelli sempre corti e su 365 giorni l’anno 367 li ha dipinti?
Il nome d’arte è Flea la sua band si fa chiamare Red Hot Chili Peppers e insieme a Anthony Kiedis con Jack Irons e Hillel Slovacco proprio iniziarono a comporre i primi brani della loro storia.
Tra le altre cose Flea è un grande appassionato di basket oltre ad essere un fan sfegatato dei Lakers secondo solo a Jack Nicholson. Non è finita qui perché questa scuola diede vita anche ad un altra band formata da Rob Gardner, Tracii Guns, Slash: Guns N’ Roses.

È passato di qui anche Shel Talmy, produttore e compositore discografico che ha messo la firma su molti dei pezzi dei The Who e i Kinks. Joe Ruby, co-creatore di Scooby-Doo e l’attrice Demi Moore.
Piccolo aneddoto:
Demi è scappata dal liceo a 16 anni dopo aver cambiato molte città inseguendo la madre che purtroppo aveva un po’ di problemi con la legge, con l’alcol e le droghe. Solo per dirvene una, la madre la fece violentare a 15 anni per soldi. Lasciò la scuola dopo il suo sedicesimo compleanno per lavorare come receptionist presso la 20th Century Fox.Conobbe il musicista Freddy Moore, sposato, all’epoca leader band Boy, al nightclub di Los Angeles The Troubadour. Lei scrisse tre canzoni con Moore ed è apparsa nel video musicale per la loro selezione It’s Not a Rumor, eseguita dalla sua band, The Nu Kats. Demi riceve ancora le royalty da quei brani.
Le due scuole sul campo da basket s’incontrano solo tre volte all’anno di cui una è all’interno dei playoff. Ecco, se mai vi trovaste a Los Angeles in quel periodo che vi piaccia il basket o meno dovete andarci!
Una volta a bordo campo si è scomodato per vedere questo show persino il cantante/attore/ballerino pluripremiato Chris Brown. Diciamo che sarebbe un bello spettacolo vedere Flea che incita il suo vecchio liceo e Tyler, The Creator dall’altra. Tralasciando questi aneddoti da rotocalchi, i ragazzi da entrambe le parti, giocano da sempre un bel basket. Ci mettono tutta la grinta e la voglia del mondo su ogni possesso o palla vagante. Poi magari chissà potreste incontrare una futura stella NBA che sta per sbocciare.
